Il patto territoriale
Il lavoro per avviare il patto territoriale, frutto di una più ampia visione di sviluppo integrata, è iniziato nel 1998 con il "documento generale delle linee di indirizzo", approvato dal Consiglio della Provincia di Roma con deliberazione n. 95 del 10 novembre 2000. Il documento era il frutto di un primo lavoro di analisi ed individuava, per lo sviluppo del territorio di riferimento, 5 settori d'intervento:
- ammodernamento e potenziamento del turismo e servizi turistici;
- qualificazione dell'agroalimentare;
- potenziamento ed innovazione del settore manifatturiero, dell'artigianato e del commercio con particolare riferimento alle PMI);
- recupero del patrimonio ambientale ed antropico;
- potenziamento del sistema delle reti e dei servizi di interesse generale.
In data 29 dicembre 2000, anche in attuazione della delibera provinciale 95/2000, viene creata l'ASP (Agenzia Sviluppo Provincia), società avente la funzione di "Soggetto Promotore" cui affidare il compito di svolgere tutte le attività di supporto e coordinamento stabilite nel "Documento generale".
- Si avvia il patto con ASP "Soggetto Responsabile"
- Gli obiettivi del patto
- La prima animazione del territorio
- Il primo "Avviso" del patto ed il consolidamento delle procedure
- Gli Avvisi di patto 2003 - 2007
Si avvia il patto con ASP "Soggetto Responsabile"
In data 18 settembre 2001, a seguito delle adesioni formali di tutti gli enti coinvolti, è stato sottoscritto il protocollo d'intesa (il primo di 3) per l'avvio formale del patto, e con cui si è istituito il Tavolo di Concertazione tra le parti sociali.
Hanno aderito al protocollo d'intesa i seguenti Comuni: Albano Laziale, Ariccia, Artena, Carpineto Romano, Castel Gandolfo, Castel S. Pietro Romano, Cave, Ciampino, Colleferro, Colonna, Frascati, Gallicano nel Lazio, Gavignano, Genazzano, Genzano di Roma, Gorga, Grottaferrata, Labico, Lanuvio, Lariano, Marino, Montecompatri, Montelanico, Monteporzio Catone, Nemi, Olevano Romano, Palestrina, Rocca di Cave, Rocca di Papa, Rocca Priora, San Cesareo, Segni, Valmontone, Velletri, Zagarolo.
Il Tavolo della concertazione, nella seduta dal 3 ottobre 2001, ai sensi della deliberazione CIPE del 21 marzo 1997 e del DM del Ministero del Tesoro n. 320 del 31 luglio 2000, ha individuato l'ASP quale Soggetto Responsabile del Patto Territoriale delle Colline Romane.
Gli obiettivi del patto
Nel mese di novembre 2001, l'ASP – nel frattempo creata - ha prodotto un "documento di programmazione" che, riprendendo gli indirizzi del "documento generale delle linee di indirizzo" del 1998, sviluppava una prima progettualità unitaria per le Colline Romane declinando i contenuti degli obiettivi di secondo livello.
Organizzazione territoriale, intesa come capacità di tutti gli attori dello sviluppo locale di relazionarsi in modo costante, positivo e sinergico, è stata valutata, fin dall'inizio, un obiettivo primario da perseguire e propedeutico all'altro obiettivo generale di fare delle Colline Romane un'area sistema.
- promuovere la concertazione su scala sovracomunale, ragionando per sistemi urbani sovracomunali i cui confini sono stati fatti corrispondere a quelli del PTPG, lavorando in sinergia con i competenti uffici provinciali.
Area sistema. All'interno dell'area individuata, si intendono promuovere i rapporti di scambio e di integrazione produttiva fra le imprese o fra gruppi di imprese, in accordo con le amministrazioni.
- favorire il rafforzamento delle aree produttive attrezzate nel rispetto delle indicazioni comunali nonché l' insediamento di nuove attività in linea con le vocazioni individuate.
Internazionalizzazione. Direttrice di sviluppo riferita primariamente al turismo, da perseguire attraverso forme di cooperazione, partenariato e rete con sistemi produttivi di altri paesi al fine di promuovere le Colline Romane al di là dei tradizionali mercati di riferimento.
- presenza nei grandi circuiti di commercializzazione internazionale anche attraverso sinergie fra gli attori pubblici e privati.
Qualificazione del sistema delle imprese. Migliorare la competitività generale del territorio, in accordo con tutti gli attori locali.
- sostegno ad interventi diretti nei settori produttivi; risolvere le strozzature infrastrutturali che penalizzano il territorio e rischiano di rendere incerto un potenziamento delle imprese locali; promuovere portali territoriali in accordo con le organizzazioni professionali, sindacali e datoriali.
Il "documento di programmazione del 2001", costituisce la prima elaborazione progettuale delle Colline Romane, impostato secondo una logica operativa, quale elemento propedeutico all'istituzione di un patto territoriale ed all'avvio dei connessi Avvisi.
Il documento, presentato a novembre 2001 alla Provincia di Roma, è stato approvato dalla Giunta provinciale, con deliberazione n. 954/46 del 21/11/2001; la Giunta ha altresì deliberato di considerare il territorio di riferimento delle Colline Romane come un'"Area Omogenea" anche ai fini della sua identificazione come unico "distretto di sviluppo" e caratterizzato, quindi, da un comune ed unitario progetto di crescita economica, sociale ed infrastrutturale.
La prima animazione del territorio
Fra novembre 2001 e febbraio 2002, ASP ha svolto un'attività di animazione con la collaborazione degli enti locali e delle organizzazioni professionali. Si è utilizzato un bando per manifestazioni di interesse e ciò ha consentito di far emergere le intenzioni di investimento del settore privato da un lato e le necessità infrastrutturali di quello pubblico.
-
COMUNE
SCHEDE
PRESENTATECOMUNE
SCHEDE
PRESENTATEAlbano
25
Lanuvio
6
Ariccia
33
Lariano
3
Artena
8
Marino
8
Carpineto
7
Monteporzio Catone
-
Castel Gandolfo
-
Montecompatri
1
Castel S.Pietro
1
Montelanico
6
Cave
1
Nemi
4
Ciampino
1
Olevano Romano
1
Colleferro
9
Palestrina
13
Colonna
-
Rocca di Cave
6
Frascati
5
Rocca di Papa
-
Gallicano
3
Rocca Priora
5
Gavignano
6
San Cesareo
-
Genazzano
12
Segni
4
Genzano
7
Valmontone
1
Gorga
1
Velletri
9
Grottaferrata
10
Zagarolo
5
Labico
3
TOTALE
204
- manifestazioni d'interesse dei Comuni
Le indicazioni ricevute sono state utilizzate per la stesura degli elaborati programmatici del patto, ad iniziare, nel febbraio 2002, dal "Progetto di sviluppo delle Colline Romane”, ampliamento del precedente documento del novembre 2001. I Comuni hanno trasmesso 204 Schede Conoscitive che interessano la tutela del patrimonio ed il rafforzamento di servizi ed infrastrutture. Per quanto riguarda le manifestazioni di interesse dei privati, ne sono state presentate poco meno di mille, concentrate nei settori turistico e manifatturiero – commerciale – artigianale.
Il complesso degli interventi pubblici è il presupposto per l'avvio di percorso di valorizzazione delle risorse turistiche nelle Colline Romane, intese quale sistema territoriale di eccellenza e "spendibile" nell'ambito della competizione internazionale tra territori.
Le proposte avanzate dai soggetti pubblici si integrano fortemente con il complesso di investimenti di iniziativa privata, attivando sinergie in grado di innescare reali effetti moltiplicatori con riferimento al processo di sviluppo del territorio.
-
COMUNE
SETTORE
Turismo
Agricoltura
PMI
Patrimonio storico
Infrastrutture e servizi
Ass. Tecnica e Formazione
TOTALE
ALBANO
9
4
14
27
ARICCIA
20
6
34
1
61
ARTENA
23
9
11
43
C. ROMANO
3
4
9
16
C. GANDOLFO
12
1
1
2
1
17
CASTEL S PIETRO
2
2
4
CAVE
3
2
5
10
CIAMPINO
3
1
3
1
5
13
COLLEFERRO
6
1
7
4
18
COLONNA
4
1
5
FRASCATI
48
20
49
3
5
1
126
GALLICANO
1
2
3
6
GAVIGNANO
2
1
3
GENAZZANO
1
8
10
19
GENZANO
19
6
16
41
GORGA
1
1
GROTTAFERRATA
36
8
40
1
85
LABICO
7
1
2
10
LANUVIO
3
4
7
1
15
LARIANO
1
1
3
5
MARINO
17
3
11
1
32
MONTECOMPATRI
9
1
16
2
28
MONTELANICO
3
1
4
MONTEPORZIO C.
11
7
5
2
25
NEMI
13
4
2
19
OLEVANO ROMANO
3
12
15
30
PALESTRINA
17
4
38
8
67
ROCCA DI CAVE
1
1
ROCCA DI PAPA
16
4
5
6
31
ROCCA PRIORA
17
4
18
1
3
43
S.CESAREO
5
2
9
16
SEGNI
8
2
3
13
VALMONTONE
28
5
11
44
VELLETRI
22
3
13
1
1
2
42
ZAGAROLO
6
2
9
1
18
TOTALI SCHEDE
337
136
369
15
26
10
933
- ripartizione manifestazioni d'interesse dei privati, per Comune
Nei fatti, è stata riconosciuta la "vocazionalità turistica" dell'area: ben 405 schede private intendono investire in iniziative progettuali nel settore turistico, con particolare attenzione al rafforzamento e al miglioramento dell'offerta ricettiva e allo sviluppo dei servizi complementari.
Gli altri settori di maggiore rilevanza sono quello delle PMI e artigianato con 335 idee progettuali, orientate in particolare all'introduzione di tecnologie innovative in grado di migliorare efficienza ed efficacia dei processi produttivi e la qualità dell'output, seguite da 99 proposte nel settore agricolo finalizzate al miglioramento del processo produttivo, all'integrazione di filiera e allo sviluppo dei prodotti tipici delle Colline Romane.
Il primo "Avviso" del patto ed il consolidamento delle procedure
In data 11 febbraio 2002, insieme all'approvazione del "progetto di sviluppo" delle Colline Romane, è stato sottoscritto un protocollo d'intesa (il secondo di 3) per l'approvazione degli indirizzi strategici di programmazione e degli impegni attuativi di patto.
L'impegno precedente ha poi portato in data 28 febbraio 2002 alla pubblicazione di un primo Avviso per l'ammissione dei progetti alle sole agevolazioni procedurali, riservato ai soggetti che avevano precedentemente presentato le manifestazione d'interesse.
E' importante sottolineare che in termini di appeal per le imprese, il patto non ha avuto finanza pubblica ma si è basato solo sull'agevolazione amministrativa per progetti di investimento, a loro volta impostati secondo i regolari criteri dei patti territoriali come previsti dalla norma e, pertanto, sottoposti ad una duplice istruttoria:
- di natura economica e sociale, vuoi per garantire la conformità agli indirizzi del patto vuoi per valutare la credibilità economico finanziaria del progetto e quella patrimoniale del proponente; in tal senso – nell'alveo dell'esperienza nazionale dei patti territoriali – ASP, in accordo con il partenariato, individuava un soggetto bancario terzo per lo svolgimento delle istruttoria economica e finanziaria;
- di natura territoriale, per valutare le caratteristiche del progetto e le sue relazioni con gli strumenti urbanistici comunali e con la programmazione sovraordinata.
I dettagli delle modalità istruttorie nonché ruoli e competenze degli enti e soggetti pubblici venivano codificati da ASP in una apposita "guida agli adempimenti".
Successivamente, si sono meglio definite le modalità sia di attuazione del Programma di Sviluppo Integrato sia delle istruttorie del patto, attraverso il terzo protocollo d'intesa sottoscritto in data 4 novembre 2002.
Il protocollo, fa esplicito riferimento al "PSvI e agli obiettivi che persegue, nell'ambito del disegno di costruire una città policentrica delle Colline Romane:
- Riduzione del pendolarismo lavorativo
- Incremento dell'occupazione
- Incremento della capacità turistica dell'area
- Incentivazione dell'imprenditoria locale
- Riqualificazione ambientale
- Valorizzazione del patrimonio archeologico, storico–artistico, culturale ed edilizio
- Potenziamento del tessuto imprenditoriale
- Inversione della tendenza all'abbandono del comparto agricolo
Con il protocollo del 4 novembre 2002, i firmatari si sono impegnati ad adoperarsi per rendere concrete ed immediatamente efficaci le decisioni assunte in materia di snellimento delle procedure per i progetti imprenditoriali. La partecipazione alle conferenze dei servizi diviene, in tal modo, il primo degli impegni di riferimento.
I firmatari si sono impegnati, altresì, alla:
- creazione dei tavoli d'ambito riferiti ad ognuno dei SUS individuati, che supportino l'ASP per la definizione degli strumenti previsti dal Programma di Sviluppo Integrato;
- implementazione di programmi di recupero del patrimonio ambientale, storico artistico ed edilizio anche in accordo con la programmazione cogente e con l'utilizzo di risorse nazionali, regionali e provinciali e dei fondi strutturali;
- promozione di moduli di "finanza di progetto" (o se si preferisce project financing), per la realizzazione di opere pubbliche infrastrutturali.
Gli Avvisi di patto 2003 - 2007
Dal 2003 al 2007 si sono susseguiti altri 4 Avvisi. Da ricordare che:
- era possibile presentare anche progetti imprenditoriali con valenza "infrastrutturale": ina caratteristiche che comunque doveva essere riconociuta dla Comune;
- i Comuni, con intensità crescente, specificavano, le indicazioni da seguire per gli investimenti nel proprio territorio, inserendole nei QSl di riferimento e, quindi, negli Avvisi.
Nell'avviso del 2002 come in quelli successivi, la proposta "infrastrutturale" poteva essere presentata sotto forma di progetto preliminare – quindi non definitivo, più impegnativo e costoso - sottoponendosi automaticamente a un iter amministrativo più flessibile in cui il progetto andava concretizzandosi attraverso successivi confronti fra il proponente ed il Comune anche per l'identificazione delle opere a compensazione.
Anche per tale tipo di progetto "infrastrutturale" ferma restava la "doppia caratteristica" dei progetti di patto, tecnico-urbanistica e economico-finanziaria, la presentazione del business plan è rimandata al momento della formulazione del definitivo.
I progetti infrastrutturali incontravano crescente attenzione presso imprenditori ed amministrazioni. Nell'Avviso 2005, ASP ne dava una più precisa impostazione, con riferimento a:
- progetti aventi natura, finalità e destinazione privatista, in linea con i QSL locali, e che contengono proposte di intervento aventi rilevanti elementi di interesse pubblico, da negoziare con il comune, anche attraverso adeguate forme di compensazione.
- programmi Integrati di Intervento, e Programmi di Recupero Urbano
- progetti volti a realizzare e gestire opere pubbliche sinergicamente con interventi di natura imprenditoriale e privatista
- progetti di riqualificazione urbana e di recupero di aree dismesse con precedente vocazione produttiva.
Anche per le procedure istruttorie, l'Avviso ha dettato tappe e scadenze più chiare e precise. I progetti infrastrutturale possono essere presentati anche successivamente alla scadenza degli Avvisi, con un meccanismo "a sportello"; il progetto, in tal caso, deve essere trasmesso all'Agenzia direttamente dal Comune e deve comunque rispondere alle indicazioni che il Comune ha formulato nell'ultimo QSL.
Gli Avvisi fanno riferimento in termini vincolanti a quanto contenuto negli strumenti attuativi del Programma di Sviluppo Integrato appositamente approvati approvati dal partenariato prima dell'emanazione degli Avvisi stessi; il riferimento, in modo particolare, è ai QSL. Inoltre, negli Avvisi, si sono inserite indicazioni ad hoc formulate dai Comuni in riferimento ai progetti imprenditoriali e contenenti prescrizioni, divieti settoriali e/o territoriali, elementi di premialità.
Ogni Comune, in tal modo, ha potuto "personalizzare" l'Avviso alle proprie esigenze, moltiplicando l'efficacia dell'operazione di riequilibrio territoriale avviata fin dal 2003. Per quanto riguarda i progetti infrastrutturali, dal 2005 in poi, è stato previsto l'inserimento da parte dei Comuni di un elenco di opere pubbliche prioritarie, per la realizzazione dei quali i Comuni stessi prevedono di poter negoziare con i privati accordi compensativi.
E' da rilevare che nel corso del tempo i Comuni hanno fornito indicazioni per progetti compatibili con gli strumenti urbanistici via via rinnovati anche a seguito dell'impatto conseguente al patto territoriale!



